La necessità di raccogliere dati è diventata ormai pane quotidiano poiché, se si vogliono monitorare specifiche condizioni che determinano l'andamento positivo o negativo di diverse attività, come per esempio la frequenza di clientela di un negozio o il rendimento di una qualsiasi attività commerciale, le prestazioni di un macchinario o il raccoglimento e campionamento di dati ambientali, è indispensabile avere più informazioni possibili nell'arco delle singole giornate. E' quindi fondamentale il raccogliere i dati ed a questo proposito ci sono di aiuto strumenti come i data logger: scopriamo di più sul loro utilizzo, cosa sono, a cosa servono e come sfruttarne al massimo le potenzialità.

Ovviamente la raccolta di questi dati, se messa nelle mani di una persona, richiederebbero uno sforzo sovraumano per essere acquisite e di certo non sarebbero precise al 100%. Inoltre richiederebbero comunque l'utilizzo di sistemi automatici di raccolta che costituirebbero un costo aggiuntivo, oltre lo sfruttamento della risorsa umana. Ribadiamo che quest’operazione andrebbe fatta ogni singolo giorno, per tutta la durata dell'anno, poiché i dati raccolti devono essere utilizzati per un resoconto o una media di quello che viene registrato. Per questo motivo la tecnologia viene in aiuto e tutte le funzioni appena descritte vengono svolte dai data logger, ossia dei raccoglitori automatici di dati.

Il funzionamento dei data logger: cosa sono?

Sono dei sensori che registrano specifici dati mirati a un solo scopo, oppure possono essere programmati per la raccolta di diversi tipi di dati.

I data logger possono essere di diverse dimensioni a seconda del tipo di impiego, generalmente appaiono come delle piccole scatolette contenenti un sensore che funge da organo ricevente del data logger, spesso interno o facente parte dell'apparato stesso oppure esterno; un microprocessore programmato in base all'utilizzo che se ne deve fare; delle batterie per mantenerlo in vita, ma possono anche essere collegati all'alimentazione diretta e infine possiedono una memoria interna per la raccolta e l'immagazzinamento dei dati, che possono essere salvati anche su una memoria esterna o su un computer collegato direttamente a esso, che elabora i dati raccolti in tempo reale.

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Sensori, sensori ovunque: a cosa servono i Data Logger?

Forse non ci accorgiamo nemmeno di quanto sia diffuso l'utilizzo dei data logger, semplicemente perché non ci accorgiamo nemmeno della loro presenza. Possiamo trovare un data logger ad esempio sulla soglia di ingresso del nostro negozio di scarpe preferito, che ha la funzione di contare il numero di persone in entrata e in uscita, per poi fare una media della clientela che quel giorno ha visitato il negozio e in base al fatturato stabilire la spesa media per cliente. Ora che lo sapete, non giocate a saltare dentro e fuori all'ingresso dei negozi!

Data logger più complessi possono essere piazzati su delle cabine all'aperto, in zone di campagna o esattamente all'opposto e cioè in pieno centro urbano. Questi sensori avranno il compito di raccogliere le informazioni sull'aria che "respirano", ad esempio per tenere sotto controllo il livello di polveri sottili e gas inquinanti nell'aria, o rilevare sbalzi di temperatura.

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Data logger fisici e virtuali

I sensori appena descritti sono solo un paio di esempi tra i più comuni, ma la varietà di utilizzi per i quali si possono impiegare è veramente enorme. Oltre all'utilizzo di apparecchi fisici utilizzati per la raccolta di dati attraverso dei sensori, di recente vengono utilizzati anche dei data logger virtuali, ossia dei software spesso inseriti all'interno di siti internet, che raccolgono svariati tipi di dati da riportare al proprietario del sito. 

Possono essere ad esempio dei contatori che semplicemente informano sul numero di persone che visitano il sito internet, il tipo di attività da essi svolta, le ricerche fatte, i contenuti osservati ecc, per fornire al proprietario informazioni su ciò che i visitatori hanno maggiormente osservato e poter gestire i contenuti in funzione di questo.

L'evoluzione dei data logger

Come ogni cosa nel campo dell'elettronica e della tecnologia in generale, i data logger hanno vissuto un processo evolutivo rapido, proprio grazie al loro diffuso utilizzo e all'ampliamento delle casistiche per le quali è stato necessario migliorare la tecnologia che sta dietro a questi apparecchi.

La funzione base dei data logger era di raccogliere dati, ma al solo scopo statistico, come nel caso della media dei visitatori di un'attività commerciale. Questo semplice strumento non faceva altro che registrare il passaggio in avanti o indietro della persona attraverso una coppia di fotocellule e aggiungere un unità al contatore posto su un display esterno. Alla fine della giornata il numero veniva registrato e azzerato per il giorno successivo e tutto il processo statistico avveniva manualmente in un secondo momento. 

Se prendiamo in esempio questo tipo di data logger e analizziamo la sua evoluzione, ci accorgiamo come questo sia cambiato, da strumento atto al solo conteggio a strumento completo multifunzionale, in grado di compiere più azioni autonomamente, poiché adesso, una volta registrati i dati, grazie all'implementazione di una connessione via cavo o addirittura wireless, sono in grado di trasmettere in automatico al sistema che tiene traccia del numero di clienti e al tempo stesso del fatturato giornaliero, che a fine giornata eseguirà in automatico tutti i calcoli, fornendo un rapporto preciso.

Gli ultimi ritrovati poi, riescono a gestire il tutto in autonomia, diventando quindi dei veri e proprio mini computer che, programmati per quel compito o quell'insieme di compiti specifici, non richiedono nemmeno la connessione con un calcolatore esterno, o addirittura possono trasmettere i dati tramite wireless o connessione indipendente, sui dispositivi mobili.