Oggi, moltissime persone trascorrono gran parte del loro tempo in ambienti chiusi, soprattutto quando si trovano al lavoro. Anche se sembrerà strano, la qualità dell'aria degli ambienti chiusi può raggiungere livelli di inquinamento anche superiori rispetto a quella delle aree aperte. I gas inquinanti, infatti, non avendo cambio d'aria, tendono a stagnare compromettendo la qualità dell'aria. Questo, soprattutto in ambienti moderni dove l'isolamento termico, pur assicurando un perfetto mantenimento delle temperature dell'ambiente evitando dispersioni di calore e migliorando l'efficienza energetica, porta a un maggiore ristagno dell'aria. 

Monitorare la qualità dell'aria

I due elementi che maggiormente creano problemi dal punto di vista della salute a quanti vivono regolarmente in ambienti chiusi con poco ricambio d'aria sono l'anidride carbonica (CO2) e i gas organici (VOC - dall'inglese Volatile Organic Compounds). Questi elementi volatili non provengono solo dall'esterno ma si formano all'interno dell'ambiente stesso. Essi, infatti, derivano soprattutto da vernici e mobili che si trovano nelle stanze e, ancora di più, dai detergenti che regolarmente vengono utilizzati per la pulizia degli ambienti. 

Uno sguardo sui VOC

Se oggi la maggior parte delle persone conosce la pericolosità dell'anidride carbonica, non tutti hanno praticità con il significato e gli effetti dei composti di gas organici. Naturalmente, il loro livello di tossicità dipende dalla concentrazione nell'ambiente per cui, piccole concentrazioni di VOC possono portare irritazioni agli occhi e alle mucose, secchezza di naso e gola fino a registrare, in caso di concentrazioni più elevate, forti emicranie e vertigini. Alcuni studi hanno messo in evidenza come le concentrazioni elevate di VOC in un ambiente possono fortemente compromettere le capacità cognitive e i processi decisionali. 

La riduzione dei VOC nell'ambiente, così come l'abbassamento dei livelli di CO2, diventa quindi fondamentale. Se da un lato, a volte basta poter arieggiare regolarmente gli ambienti, aprendo una finestra, in altri casi può diventare necessario un sistema di ventilazione specifico, controllato da sensori che rilevano le concentrazioni di questi due elementi nell'aria assicurando una maggiore purificazione della stessa. 

I sensori di CO2 e VOC per una maggiore sicurezza

Quando si decide di controllare la qualità dell'aria utilizzando i sensori per l'anidride carbonica e per il composti organici volatili è necessario controllare bene la tipologia di apparecchio che si sceglie. Non tutti i sensori, infatti, sono in grado di effettuare misure di entrambi i composti. Esistono quindi sensori specifici per le misure di CO2 e altri, invece, realizzati per effettuare esclusivamente misure di VOC. Infine, vi è la possibilità di scegliere modelli in grado di restituire tutte e due le misure. 

  • Solitamente, i moderni sensori per la misura di CO2 vengono fissati alla parete o a un sistema di areazione. A seconda del tipo di sensore si potranno avere dei differenti range e sensibilità di misura che variano a seconda delle caratteristiche tecniche di costruzione e della destinazione d'uso. Sensori da utilizzare in ambienti domestici o in piccoli uffici presenteranno infatti una calibrazione differente rispetto a quelli che vanno utilizzati in ambienti di grandi dimensioni e di tipo industriale o commerciale. I sensori per l'anidride carbonica sono solitamente di tipo ottico, ossia determinano l'attenuamento della lunghezza d'onda emessa a causa delle concentrazione di CO2. Per un utilizzo corretto, è sempre importante installare il sensore secondo quanto riportato nel manuale di istruzioni: ogni sensore, infatti, può avere caratteristiche differenti e richiedere particolari attenzioni di installazione e manutenzione. 
  • Anche i sensori di VOC possono essere differenti a seconda del brand e della destinazione d'uso. Solitamente presentano un differente livello di sensibilità, proprio come ogni tipo di sensore, da calibrare e scegliere a seconda delle esigenze. A seconda dell'ambiente, infatti, si potranno selezionare sensori con sensibilità bassa, media o alta, ossia con range che vanno dallo zero fino a valori di circa 10mila ppm (parti per milione), dipendendo sempre dal modello selezionato.

Come scegliere il sensore di CO2 e VOC

Quando si vive o si lavora in un ambiente con scarsa areazione può essere utile scegliere non dei sensori selettivi ma strumenti in grado di misurare entrambe le tipologie di gas. I sensori per CO2 e VOC possono essere di varia tipologia e qualità: è tuttavia importante, una volta che si opta per l'aquisto di questi strumenti, valutarne bene la tipologia. In particolare, bisognerà controllare con attenzione che esso sia in grado di rilevare sia l'anidride carbonica che i gas organici e, soprattutto, è importante controllare il range di misura.

Prima di effettuare un'installazione può essere conveniente rivolgersi a tecnici esperti nel ramo dell'inquinamento ambientale per richiedere una prima valutazione e avere maggiori informazioni e dati per decidere al meglio su quale tipologia di sensore dirigersi. In questo modo, si avrà la certezza di un prodotto in grado di assicurare una corretta stima e valutazione degli inquinanti, per poter così arieggiare le stanze nel modo giusto per una maggiore salute di quanti vivono o lavorano quotidianamente in quel determinato ambiente.