Tecnologia e natura: a primo impatto sembrano due mondi tanto lontani da non potersi incontrare, quasi che l'uno fosse l'antitesi dell'altro. Fino a non molti decenni fa un'interazione tra il campo della natura e quello tecnologico non era quasi immaginabile, mentre oggi strumenti d'avanguardia non solo alleggeriscono e velocizzano il lavoro del giardiniere, del coltivatore e dell'agricoltore, ma vengono utilizzati anche e soprattutto per ottimizzare l'utilizzo delle risorse primarie e ridurre di conseguenza i consumi ed in particolar modo gli sprechi. 

Le nuove frontiere della coltivazione

Curare al meglio una pianta richiede di prestare costante attenzione a quattro elementi principali: acqua, luce, temperatura e sostanze nutritive; alla base della corretta nutrizione delle piante e di un'adeguata irrigazione c'è la conoscenza precisa del grado di umidità del terreno e dello stato idrico delle piante: per questi motivi si sceglie sempre più frequentemente di investire in un buon sistema di monitoraggio climatico, un aspetto dell'agricoltura e della coltivazione in serra che nel tempo si è imposto come una delle priorità assolute. 

Il risparmio idrico: l'importanza di ridurre gli sprechi

L'acqua è una risorsa primaria di inestimabile importanza, alla base della vita di ogni organismo vivente. Come purtroppo ormai sappiamo bene, l'acqua non è un bene illimitato, e la sua carenza è anche nella nostra epoca uno dei problemi più gravi in alcune parti del mondo che non vi hanno facile accesso come noi. Il rischio che una risorsa importante come l'acqua un giorno si esaurisca, lasciando a secco il pianeta, non è più una minaccia lontana ed all'apparenza impossibile come poteva sembrare in passato: il risparmio della risorsa idrica è al contrario una questione all'ordine del giorno tra i principali problemi ambientali.

Sotto accusa per lo spreco di acqua purtroppo non ci sono solo gli sprechi causati dall'uso irresponsabile e dalle superficiali disattenzioni che la maggior parte di noi commette quotidianamente in ambito domestico, ma compaiono anche cifre astronomiche per gli sprechi causati dall'irrigazione di grandi coltivazioni, comprese quelle in serra. L'irrigazione di grandi quantità di piante, infatti, se gestita male o senza un controllo studiato, può portare a sprecare una quantità d'acqua pari a quella che usiamo nell'arco di due anni per i nostri bisogni quotidiani.

Se tenere sotto controllo l'uso che ogni cittadino fa dell'acqua a sua disposizione è una missione impossibile, ridurre sensibilmente gli sprechi dovuti all'irrigazione di coltivazioni in serre piccole, medie o grandi è invece molto più realistico. Ciò potrebbe addirittura passare per una soluzione semplice come installare all'interno della serra un sensore per l'umidità.

Tale sensore si rivela infatti un validissimo aiuto per gestire l'irrigazione nel modo più corretto, permettendo di consumare la risorsa idrica in maniera responsabile tanto per il benessere delle piante coltivate all'interno della serra, quanto per il bene dell'ambiente in generale.

Un sensore per l'umidità riduce gli sprechi

Innanzi tutto, come funziona un sensore? Un sensore è uno strumento basilare della tecnologia, che funziona raccogliendo in entrata dei dati dalla realtà circostante, e trasmettendoli in uscita ad un sistema di controllo che ci consentirà di leggerli. Un classico sensore è, ad esempio, il termometro.

Un sensore di umidità, quindi, funzionerà calcolando le percentuali dell'umidità e della temperatura presenti nell'aria e/o nel terreno in quel preciso momento in quel dato ambiente, stabilendo di conseguenza la quantità di acqua di cui le piante necessitano. I sensori vengono posti a distanza nota ed in posizioni strategiche, e comunicano mediante una centralina elettrica.

Nel caso specifico, i sensori per l'umidità installati all'interno della serra saranno in grado in ogni momento di valutare la temperatura e la percentuale di umidità nell'aria, consentendo di irrigare le piante che vi sono contenute con la giusta quantità di acqua, evitando sprechi e consentendo una cura ottimale della vegetazione.

I vantaggi arrecati dai sensori per l'umidità

Installare dei sensori in grado di rilevare il tasso di umidità all'interno della serra porterà notevoli vantaggi a chi di essa si occupa. Come abbiamo già visto, il principale di essi è la possibilità di conoscere in ogni momento quando e quanto irrigare le piante; ciò non riduce solamente lo spreco dell'acqua, ma anche i costi per l'utilizzo della stessa, che non verrà più utilizzata in eccesso o a sproposito.

Ma il vantaggio non riguarda solo il consumo e lo spreco. Il secondo dato più importante riguarda le piante stesse: ricevendo l'acqua solo nel momento e nella quantità in cui veramente ne necessitano, le piante avranno la possibilità di crescere sane e rigogliose, senza soffrire per un banale errore quale acqua in eccesso o in difetto.

Un ultimo vantaggio molto interessante offerto dall'utilizzo di un sensore per l'umidità, è che un sensore raccoglie come detto una serie di dati, che vengono trasmessi ad una centralina elettrica. Tutti questi dati raccolti, pertinenti alla realtà circostante, possono essere agilmente trasmessi ad un database, che potrà conservarli. Questa funzione permetterà in futuro di ricostruire un percorso della storia aziendale, qualora ad esempio la serra sia destinata a grandi produzioni di frutta, verdura o altre piante da immettere in commercio. Gli addetti ai lavori potranno in tal modo tracciare ogni avvenimento relativo al clima, all'umidità ed allo stato ambientale della serra per intervenire con soluzioni e miglioramenti.